“Il sesso inutile”. Buona festa delle Donne a tutte!

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Ho da poco riletto questo meraviglioso testo dell’Oriana e non a caso pubblico questo articolo proprio oggi. Scontato? Forse sì…ma anche appropriato direi!

“Il sesso inutile”, primo libro pubblicato nel 1961 con Rizzoli.

Per chi non lo conosce viene spontaneo chiedersi perché un titolo così discriminatorio, soprattutto, in una giornata come questa!

Bene, partiamo dall’inizio!

L’Europeo chiede alla Fallaci di scrivere in merito alle condizioni delle donne.

Tenente conto che si parla del dopo guerra quindi il mondo stava cambiando sotto tanti punti di vista ed Oriana fa una considerazione: “Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico”.

Cambia idea dopo un incontro con un’amica che in lacrime le dice: “…Dio come vorrei essere nata in uno di quei paesi dove le donne non contano nulla. Tanto il nostro è un sesso inutile”.

E’ qui che Oriana decide quindi di voler girare il mondo accompagnata dal fotografo Duilio Pallottelli per un’inchiesta sulle condizioni delle donne.

Oriana e Duilio partono ed affrontano diverse realtà e difficoltà.

Iniziano conoscendo la  sposa bambina in Pakistan.

Una giovane donna scelta da una foto che va incontro ad un uomo, mai visto prima, molto più grande di lei.

Piangendo vive tutto il rituale che precede questa combinata unione e che la Fallaci racconta come diretta testimone di quello che dovrebbe essere un giorno felice.

Oppure Rajkumari Amrit  Kaur che possiamo definire colei che è stata la spalla destra di Gandhi,  rappresenta le donne libere dell’India che lei definisce donne piene di contrasti.

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“Le donne indiane  sono piene di contraddizioni come il paese che le ha generate“.

Fanno le leggi per ottenere il divorzio e poi osservano la festa di Sita”.

Io personalmente sono giunta alla conclusione, leggendo questa intervista, che solo chi fa parte di un determinato ceto sociale può permettersi di diventare un’indiana libera; le altre vorrebbero ma non possono.

Oriana lascia questa interessante donna per raggiungere le matriarche.

Questo è stato il racconto che mi ha entusiasmata ed incuriosita di più perché si parla di donne libere ed emancipate, ancor più delle occidentali sotto certi punti di vista!

Siamo in Malesia, nella giungla per essere precisi!

In mezzo a queste piante ricche di foglie impenetrabili si nasconde un villaggio.

Qui sono loro le proprietarie di terreni e non i mariti, sono loro che scelgono il marito e danno loro il cognome una volta sposati, così come i figli prendono il cognome della madre e non del padre.

Si sposano anch’esse per la vita… a meno che il marito non sia uno scansafatiche!

Se così fosse viene rispedito a casa di mamma!

Loro si occupano delle case, del raccolto, dei figli ecc.. si può dire che i mariti contribuiscono a tutto ciò e basta, forse questo non è carino ma a differenza delle donne dei paesi che le circondano si può dire sembrino arrivare da un altro pianeta!

Oriana racconta dello stupore e della delusione sui loro volti nel venire a conoscenza del fatto che le donne occidentali non sono così! Questa cosa mi ha fatta sorridere e non poco!

Ma andiamo avanti…

Il viaggio di Oriana e Duilio prosegue attraverso la Cina dove tra le persone che incontrano ci sono le donne dai piedi fasciati, una tradizione terribile.

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Un tempo in Cina le bambine DOVEVANO attenersi alla pratica del “Loto d’Oro”.

Queste fanciulle crescevano con i piedi fasciati fino a ridurli come nella foto riportata sopra, se non in condizioni peggiori. Il tutto perché gli uomini cinesi consideravano una donna bella in base a quanto avesse i piedi piccoli.  

 

Peccato che oltre alle complicazioni fisiche che si possono ben notare queste donne da adulte non avevano più modo di camminare in modo normale. Come racconta Oriana dopo aver incontrato per caso su un treno questa donna, lei non camminava…saltellava a fatica come un passerotto.

Sempre qui in Cina i nostri viaggiatori incontrano il medico/scrittrice Han Suyn una donna dal pensiero più occidentale così come ormai la maggior parte delle donne giapponesi.

Sì arrivano anche in Giappone un paese diviso a metà, da un lato le donne che vivono l’emancipazione del post guerra e dall’altra il mondo delle Geishe.

Purtroppo mi duole dire lasceranno questo paese con grande delusione così come per le Hawaii.

Molti pensano a questo paese immaginano delle bellissime donne in gonnella di paglia e cocchi sui seni che ballano la hula con un sorriso bianchissimo. Ecco scordatevele! Lo era già allora figuriamoci oggi.

O meglio, queste donne le trovate, ma ormai sono una normalissima attrazione turistica come i nostri gladiatori fuori dal Colosseo che ti aspettano per una foto!

Ma arrivano esasperati alla fine di questo viaggio intorno al mondo che si conclude a New York, una città che già all’epoca rappresentava la patria della donna sempre un passo avanti all’uomo. Viene descritta come una donna che comanda su di lui dal momento in cui apre gli occhi finché non li chiude per sempre!

Sinceramente credo che un po’ tutte le donne nel mondo siano così! Chi in modo più diretto chi meno..ma alla fine siamo noi ad avere sempre l’ultima parola!

Questo libro è del 1961 ma il pensiero finale si può riportare tranquillamente anche al giorno d’oggi: “le donne sono tutte uguali di qualsiasi razza, clima o religione appartengano, poiché è la natura umana che è uguale”.

Credo sia importante riflettere su queste cose oggi che è una giornata speciale per noi. E’ bene  fermarci e riflettere anche sul fatto che stiamo perdendo di vista determinati valori, ci portiamo a scontrarci anziché unirci. E’ come se stessimo tornando indietro invece che  andare avanti e migliorare.

Dunque….Avete già letto questo testo?

Cosa ne pensate del concetto di donna al giorno d’oggi?

Pensavo che sarebbe bello rivivere l’esperienza della Fallaci passo passo e vedere le donne di questi paesi oggi!

Tanti Auguri Donne! 😉

A presto Deb!

 

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2 risposte a "“Il sesso inutile”. Buona festa delle Donne a tutte!"

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