E venne chiamata due cuori

E venne chiamata due cuori, un romanzo autobiografico in cui  Marlo Morgan, una donna del Missouri, racconta la sua avventura con gli aborigeni australiani. 

Tutto ebbe inizio una mattina qualunque quando ricevette una telefonata da un medico collega australiano conosciuto ad un congresso in California. Il suo obiettivo era portarla in Australia per presentare il suo programma di prevenzione medica. Non si aspettava nulla di tutto ciò che le sarebbe successo.

Marlo ha poco tempo per organizzarsi e lasciare la sua vita in America.

Inizia tutto con lei che aspetta l’autista per andare all’incontro prefissato,  ma non si aspettava di certo una jeep scoperta con all’interno un aborigeno trentenne  che la accolse in auto senza spiegarle nulla su ciò che l’aspettava. E sempre senza spiegarle nulla la portò nel deserto dove dopo km e km raggiunsero il gruppo di persone che attendeva Marlo.

Ovviamente senza avere nessuna spiegazione in merito.

Ma se un uomo con una jeep scassata venisse a prendere in albergo in un paese straniero ed iniziasse a vagare nel deserto senza spiegarvi nulla…voi ci andreste?

Ora, pensate ad una donna pronta per un incontro formale. Abito nuovo, trucco e parrucco per l’occasione, tacchi… e poi…Si trova nel bel mezzo del nulla  insieme ad altre persone che non parlano la sua lingua ad eccezione di una…l’aborigeno che è andata a prenderla in albergo!

Senza troppi problemi viene spogliata di tutti i suoi averi materiali… e da qui avrà inizio il suo meraviglioso viaggio. Che tutto ciò sia frutto della sua immaginazione o meno non è dato saperlo, sta al lettore valutare e recepire ciò che più si sente di voler credere.

Marlo viene accolta con dei rituali di preparazione, deve abbandonare tutto ciò che è superfluo, ovvero: abiti, gioielli e soldi; tutto lasciato lì…nel bel mezzo del deserto. Lei un po’ titubante, si lascia trasportare in questo vortice di novità.

Le storie sentite in merito a queste tribù sconosciute al mondo non erano di certo delle migliori, alcune smentite mentre per altre non vi sono elementi per confermarle o meno. Vi sono racconti di cannibalismo o di riti di iniziazione tremendi come per esempio il fatto di servire a cena agli uomini il prepuzio del giovane che in seguito verrà mandato, impaurito e sanguinante, nel deserto, per valutare le sue capacità di sopravvivenza.

Marlo si troverà ad affrontare cose che nella nostra quotidianità non penseremmo mai di fare. Come camminare a piedi nudi per giorni e giorni nel deserto e poi miracolosamente guariti da unguenti preparati da donne senza età. Oppure pensate di dover dormire nuda nel deserto senza alcuna protezione in balia di serpenti velenosi e quant’altro! Così come la questione su cosa abbia mangiato durante quel periodo. Vengono descritti anche nel dettaglio molti aspetti della quotidianità. Durante questo racconto si parla persino di telepatia. Queste persone non utilizzano telefoni o altre forme di comunicazione se non la parola usata di rado ed il pensiero.

Finito di leggere questo testo ho fatto delle ricerche i merito e ciò che ne è risultato è il fatto che a seguito della sua pubblicazione sono stati presentati molti dubbi sulla veridicità dei fatti raccontati (ma va?).

Per esempio il Sig.Leon Brosnan,  proprietario della farmacia di Brisbane in cui Marlo ha lavorato, ha dichiarato: “Sono certo che non è stata rapita prima che lavorasse per me […] e dopo che ha lavorato per me è partita per Sydney ed è tornata in America. Non ci possono essere stati quattro mesi di tempo in cui affrontare il viaggio nel deserto.” Nola Rae, un’amica di Morgan quando lei viveva a Brisbane ha dichiarato “Io e Morgan parlammo a lungo di spiritualità, ma Morgan non accennò mai ad una camminata nel deserto.” In seguito Morgan scrisse a Rae una lettera riguardo un’esperienza che le cambiò la vita in Australia, ma questa esperienza non riguardava gli aborigeni o una camminata. Queste info si trovano tranquilla mente su Wikipedia.

Con il tempo era ovvio che qualcuno volesse fare di questa storia un film e così la United Artists acquistò i diritti del libro ma a quanto pare otto aborigeni « anziani » partirono per gli Stati Uniti nel 1996 per impedire la realizzazione del film accusandolo di contenere falsità e di sostenere propositi razzisti. La spedizione ottenne il risultato sperato e il film non fu mai prodotto.

Marlo Morgan presentò allora le sue scuse agli aborigeni sulle pagine del giornale Weekend Australian. Durante un incontro con gli « anziani » ha anche ammesso che il libro contiene fatti romanzati. Da allora le edizioni successive  annotano il fatto che il libro è un romanzo e non contiene fatti reali.

Come detto precedentemente nel libro non ci sono descrizioni sulle origini di questo popolo, solo ciò che lei ha visto e vissuto durante questa esperienza. Chi più esperto ha però sottolineato il fatto che gli aborigeni del luogo non si dipingono il corpo con disegni di fiori o animali, non usano piume di pappagallo come ornamenti per i capelli, e non hanno braccialetti piumati o piatti sul petto realizzati con pietre e semi.

Le persone descritte dalla Morgan indossano indumenti per coprire le zone intime durante il loro viaggio per non metterla troppo a disagio e trasportano con loro pelli, strumenti musicali, utensili da cucina e altra attrezzatura che nella realtà non viene mai trasportata. 

Vero o meno ho trovato questo testo “diverso”, interessante nel suo essere, di facile lettura e poco impegnativo. Si parla di un testo di 220 pagine il cui costo irrisorio non portano a farne un dramma se questa storia è o meno vera. Nel suo modo di essere trasmette messaggi molto importanti che sta a noi cogliere.

Che poi la Morgan si sia fatta un viaggio mistico..be.. bel viaggio! Se mi soffermo sul fatto che abbia voluto far passare per vero un racconto a quanto pare falso, questo mi fa sentire presa in giro e mi porta a prendere con leggerezza il testo. Ma se guardo oltre e mi soffermo sulle parole, sui dettagli della storia .. i messaggi trasmessi sono profondi e fanno riflettere. In sostanza siamo troppo ossessionati dalla superficialità e non teniamo più conto alle cose veramente importanti; concetto già risentito.. ma a quanto pare non abbastanza se andiamo avanti a così!

Fatemi sapere la vostra!

A presto,

Deb!

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