Konoba Spilja. Non per vegetariani.

Questa osteria si trova a Stari Bar, ovvero nella zona vecchia della cittadina di Bar.

“Konoba Spilja” da “konoba = osteria e spilja = grotta

E’ un posto molto piccino infatti, come molti locali del posto, viene sfruttata anche la strada per aumentare i coperti disponibili! 

Ci avviciniamo e veniamo accolti da un signore di una certa età a cui chiediamo se c’è posto per due. Il proprietario ci fa capire che sì c’è posto ma prima deve servire i signori all’altro tavolo; dobbiamo avere pazienza. La cosa ci fa sorridere perché c’era solo un altro tavolo occupato da circa otto persone e non capivamo quale fosse il problema. Lo abbiamo capito subito perché si era preoccupato di avvisarci dell’attesa (che poi tutta questa attesa non c’è stata!). Faceva quasi tutto lui! 

Un giovane, presumo un nipote, aveva timore anche solo di avvicinarsi ai tavoli, quindi si nascondeva all’interno dell’osteria portando i piatti dalla cucina alla soglia del locale. Una signora, presumo la moglie, collaborava in cucina e ogni tanto usciva a recuperare qualche piatto!

Questo gentile uomo in men che non si dica e tentando con un pò di italiano, ci porta i menù anche qui tradotti  in inglese ed italiano; più o meno! Per esempio i gamberoni erano diventati dei gambori alla griglia! Ma non facciamo troppo i puntigliosi, si capiva benissimo cosa c’era scritto e sopratutto apprezziamo l’impegno nel venire incontro a chi non conosce la lingua locale.

Decidiamo di ordinare un antipasto tipico a base di prosciutto e formaggio, un fritto misto ed un agnello al vino; il tutto accompagnato da due birre medie. Non fanno in tempo ad arrivare le birre che subito un gattino si avvicina al tavolo portando con sé altri due gatti adulti. Purtroppo in questo paese cani e gatti randagi non mancano mai.

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Arriva l’antipasto, un piatto di crudo affumicato tagliato a coltello. Un taglio sbagliato per il tipo di affettato offerto. Si parla di un crudo quindi già di per sé va tagliato fine, inoltre è affumicato quindi di sapore anche forte. Servito in questo modo abbiamo davvero faticato a finirlo. Il tutto circondato da formaggio di capra casereccio, buono ma anche questo, già di suo sapido. Per fortuna c’era un bel cestino di pane senza sale per ammortizzare un pò il tutto!

Arrivano i piatti centrali. Il fritto misto ci ha fatto pensare che nel Montenegro bisogna mangiare  carne! Il pesce in sé era anche buono e la pastella non era pesante. Il problema è stato mettere il tutto  con un contorno di patate lesse che nuotavano in condimento di di olio, aglio e prezzemolo inzuppando il fritto. Troppo pesante e sapeva solo di aglio. Per fortuna c’era l’agnello, ottimo! Si tagliava solo con la forchetta e dal sapore non troppo invadente; perfetto!

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