Storie di draghi, streghe e non solo!

Il Lago d’Orta si trova in Piemonte ed è suddiviso tra le province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola.

Un tempo, precisamente nel Medioevo, il lago chiamato era chiamato ” lago di San Giulio” e solo a partire dal XVII secolo iniziò ad essere chiamato con l’attuale nome Lago d’Orta, presa dalla principale località che si trova sulle rive.

Per quanto riguarda il nome Cusio, deriva da una cattiva lettura della Tabula Peutingeriana ( la copia antica di una carta romana che mostra le vie militari dell’Impero romano).

La presenza dell’uomo in queste zone risale al Neolitico andando via via a creare una lunga storia su queste terre purtroppo a volte non a beneficio della natura.

Dal 1926 il lago fu gravemente inquinato dagli scarichi di rame e solfato d’ammonio dell’industria tessile Bemberg. La situazione si  aggravò negli anni a seguire a causa dello sviluppo industriale della zona e negli anni ’60 si raggiunse il picco di questo status. Con la chiusura degli scarichi ed interventi specifici, negli anni ’80 iniziò un graduale miglioramento.

Quest’isola è stata di ispirazione a molti artisti. Per esempio lo scrittore Gianni Rodari, che scrisse tra le varie opere: “C’era due volte il barone Lamberto” o “Il ragioniere-pesce del Cusio”. Ma non solo, qui si incontrarono anche Friedrich Nietzsche e Lou Von Salomé.

Lo so cosa stai aspettando di leggere! Ed ecco qui alcune delle chicche inerenti a questa zona del Piemonte!

La leggenda di San Giulio

Si parla di ritrovamenti di ossa di draghi, figure alate con occhi lucenti e aliti di fuoco! Da sempre per alcuni simbolo del male o custodi di tesori! Qualcuno si è addirittura spinto nel definire questo posto come il “Lockness italiano”  perché molti pescatori, un tempo, pare abbiano visto riaffiorare in superficie le code dei draghi tra le fredde nebbie invernali.

Ma come è nata Orta San Giulio?

Alla fine del IV secolo due fratelli, Giulio e Giuliano, con il consenso dell’imperatore Teodosio I, partono dal loro paese di origine, l’isola greca di Egina, per arrivare sulle rive del lago d’Orta. Qui si dedicarono alla distruzione di tutto ciò che era inerente al culto pagano per dedicarsi alla costruzione di chiese.

San Giulio lasciò al fratello Giuliano il compito di edificare a Gozzano la novantanovesima chiesa, cercando da solo il luogo dove sarebbe sorta la centesima. Fu così che Giulio individuò nella piccola isola il luogo adatto, ma non trovando nessuno disposto a traghettarlo, stese il suo mantello sulle acque e navigò su di esso.

Qui sconfisse draghi e i serpenti, gettando le fondamenta della chiesa nello stesso punto in cui oggi si trova la basilica. Oggi al suo interno si trovano molti riferimenti a questa queste creature, in particolare nella sacrestia c’è un antico drago in ferro battuto sopra il quale è appeso un osso; un’enorme vera vertebra delle dimensioni di un metro!

Gli abitanti della zona sentono spesso dei forti boati e si narra che siano i draghi che si aggirano tra le rocce!

vertebraorta.jpg

Orta San Giulio non è solo draghi e serpenti.

Vuoi sentire le conversazioni dei morti?

Sì hai letto bene! Allora recati al Cimitero di Orta dove trova sede la chiesa di San Quirico.

Lungo la cinta esterna del Cimitero troverai un incavo circolare di granito.

Si dice che mettendo la testa in questo buco si possano sentire i mormorii dei morti, io sinceramente non lo farei!

voce_morti

Il primo rogo di una strega.

In Italia il più antico documento ritrovato in cui si parla del rogo di una strega, si riferisce proprio al paese di Orta e pare essere avvenuto nel 1340.  Inoltre non si hanno nessun genere di notizie in merito alla “strega di Orta”.

Il Cristo sommerso.

Siete dei sub e volete conoscere i fondali di questo lago?

Se non temi di imbatterti in qualche drago potrai testare la ripida parete di roccia che scende in profondità per poi incontrare: la statua di un “cristo”, due barconi, una croce ed una serie di cerchi per verificare la galleggiabilità e l’assetto. A quanto pare la difficoltà maggiore dell’immersione in queste acque oltre alle basse temperature, pare essere proprio la visibilità. La luce filtra solo fino a 20 mt per poi ritrovarsi nell’oscurità; confortante direi!

Spero di averti incuriosito con questi aneddoti, ti riporto qui sotto anche il video che trovi sul nostro canale youtube. 

A presto,

Deb!

 

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3 risposte a "Storie di draghi, streghe e non solo!"

  1. Ho letto con piacere il post e le parti di leggende che nomini, non conosco questo lago è la prima volta che sento parlare. Mi ha incuriosito il “mettere la testa alla roccia per sentire le voci dei morti”.

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