Il Vittoriale degli italiani. Riscoprire un poeta

Dato che eravamo impossibilitati nel girare in moto causa un fermo obbligatorio per Marco, abbiamo colto l’occasione per fare altri tipi di uscite fuori porta e quindi eccoci qua! Era da tanto che questa meta ristagnava nella mia wishlist ed è stata una novità per entrambi.

Molti conoscono il Vittoriale degli italiani ma ho scoperto che in pochi ci sono stati ed ecco perché ora mi sento di dire: “ANDATECI!”. Da soli, in coppia, in famiglia o meglio ancora se potete consigliarla come gita scolastica… fatelo. A conclusione di questa giornata il mio pensiero era proprio rivolto alle scuole, un luogo come questo ha molto da insegnare sia da un punto di vista storico, sia nei confronti di un poeta a cui non viene resa giustizia come si dovrebbe tra i banchi di scuole.

Vi consiglio di prenotare i biglietti online sia per velocizzare l’ingresso che per poter prenotare la visita alla casa con più facilità. Sul sito, di cui vi riporto il link qui sotto, avrete tutte le informazioni necessarie tra orari e prezzi. Ad ogni modo il biglietto completo per adulti ha un prezzo molto accessibile pari a 16€.

https://www.vittoriale.it/

Arriviamo alla meta in tarda mattinata a causa di un incidente, un ampio parcheggio a pagamento permette di trovarsi subito alle porte non solo del Vittoriale ma anche del borgo, molto suggestivo e se ne avrete il tempo potrete girarlo a bordo di un carinissimo trenino che vi porterà fino alle sponde del lago.

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Prima di entrare, nella piazzetta d’ingresso al Vittoriale, potrete dare un’occhiata al piccolo Museo “L’Automobile è femmina”. Si tratta di una vetrina in cui sono esposte le auto di proprietà del poeta.

Una volta varcato l’ingresso del complesso sarete avvolti dalla magia del Vittoriale degli italiani.

Ci lasciamo trasportare dai sentieri, ben indicati dalla mappa che vi verrà consegnata con i biglietti. Per quanto possa sembrare assurdo dopo qualche ora che si gira nel parco è come essere in un piacevole labirinto! Il percorso ci porta inizialmente al “Teatro all’aperto” con il Cavallo Blu di Mimmo Paladino; non si può non notare!

Era mezzogiorno, orario non proprio adatto per fare foto e video ma non avevamo molta scelta!

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Immaginate di assistere ad un’opera teatrale davanti a questo panorama! Bellissimo!

Da qui la nostra visita si è spostata subito alla “Priora” nonché la casa di d’Annunzio.

Perché avevamo così fretta?Perché le visite sono su prenotazione ed avvengono ogni 35 minuti per un numero massimo di 10 persone. All’interno è vietato fare foto e video quindi non posso mostrarvi nulla in merito ma vi assicuro che è davvero molto interessante. Una guida vi spiegherà ogni stanza nel dettaglio perché nella casa del poeta nulla è stato lasciato al caso e, cosa da non sottovalutare, aveva già intenzione di donare tutto ciò che possedeva al popolo italiano quindi si preparò per tempo organizzando il tutto come avrebbero dovuto vederla i visitatori!

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La visita dura circa un’ora e mezza comprensiva del “Museo d’Annunzio Eroe” in passato chiamata “Museo della Guerra”. Un’area dedicata al poeta e al suo impegno come soldato e alle imprese del popolo italiano. I cimeli raccolti in quest’area sono molti e raccontano ancor di più sull’impegno di d’Annunzio durante i primi anni del ‘900.

Lasciandoci condurre da un corridoio all’altro finiamo in un auditorium dove vengono trasmessi filmati inerenti al poeta mentre sopra la vostra testa è esposto l’aereo S.V.A. che utilizzò per spargere su tutta Vienna, il 9 agosto 1918,  i volantini che annunciavano la vittoria italiana! Non ci siamo soffermati troppo a vedere i filmati o non avremmo mai fatto in tempo a vedere tutto!

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Con questi luoghi si conclude il complesso maggiore che riguarda il Vittoriale, parte del quale non è aperto al pubblico.

Era ormai passata ora di pranzo, noi non avevamo mangiato nulla e non avevamo niente con noi; siamo partiti super organizzati insomma! Ci dirigiamo quindi verso il chioschetto che si trova nel bel mezzo del parco. Se volete un consiglio portate il pranzo al sacco perché i panini qui, per quello che offrono, non sono molto economici!

Seguendo le scale che portano al piccolo bar incontriamo quello che era “Il canile”.

“Ti supplico di affrettare i lavori del canile […] Bisogna che i cani abbiano il ricovero […] Bisogna bisogna bisogna” (Lettera di Gabriele d’Annunzio a Gian Carlo Maroni, 1930).

Come testimoniano questo luogo, foto e versi, il poeta si circondò per tutta la sua vita di di levrieri, alani e molossi. Non si vedono bene da fuori ma le cucce aveva anche delle stanzette adibite alle cucciolate dove le mamme potevano svolgere il loro lavoro! L’amore per i suoi cani era davvero grande!

Terminata la nostra piccola pausa al riparo degli alberi decidiamo di riprendere dal “MAS 96” che si trova proprio li affianco.

Si tratta di una stanza sola creata appositamente per contenere il motoscafo-anti-sommergibile a cui d’Annunzio aggiunse Memento Audere Semper, ovvero “ricordarsi sempre di osare”. Con il MAS 96, infatti, il poeta soldato aveva messo in atto, insieme a Costanzo Ciano e Rizzo, la “Beffa di Buccari”, un raid militare portato a termine nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 1918. Oltre al motoscafo qui è possibile ammirare degli scatti che ritraggono il poeta, il motoscafo e le loro avventure!

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Uscendo da questo luogo diventa obbligatorio raggiungere il “Mausoleo e tomba di Gabriele d’Annunzio” che si trova esattamente difronte! Un luogo imponente, che lascia a bocca aperta.

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Dalla sommità del Vittoriale la vista sul parco e sul lago di Garda è davvero stupenda. Quelle che vedete in foto sono i Cani di Velasco Vitali. Perché, come era giusto che fosse, i suoi cani dovevano rimanere vicino a lui per sempre! Al centro è collocata la sepoltura di d’Annunzio e intorno le arche di dieci fra eroi e legionari fiumani cari al poeta. 

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L’atmosfera in questo luogo è molto particolare, vi consiglio di sedervi un attimo ad ammirare la bellezza davanti a voi godendovi il silenzio magico di questo luogo; sempre che il buon senso della gente intorno lo permetta.

Da qui il prossimo passaggio è praticamente ovvio perché proprio sotto il Mausoleo si trova la “Regia Nave Puglia”…sì una nave.

Chi non ha una nave in giardino?

Giusto stiamo parlando di d’Annunzio!

Si tratta di una nave militare che portò Tommaso Gulli a perdere la vita nelle acque di Spalato e successivamente donata a d’Annunzio dalla Marina Militare nel 1923.

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La prima cosa che ci si chiede guardando tanta maestosità è: “Ma come diamine hanno fatto a portarla qui?!”.

Ecco a quanto pare non è stato così semplice! Alcune parti sono state ovviamente smontate e rimontate all’interno del parco, altre ricostruite in muratura. Un lavoro non indifferente.

La prua, simbolicamente rivolta verso l’Adriatico e la Dalmazia, fu adornata da una polena raffigurante una Vittoria scolpita da Renato Brozzi.

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Nel sottocastello della nave, dal 2002, è stato allestito il Museo di Bordo che raccoglie alcuni preziosi modellini d’epoca di navi da guerra della collezione di Amedeo di Savoia, duca d’Aosta. Sempre nella parte inferiore della nave è stata posta una riproduzione di come doveva essere l’aspetto del poeta alla fine della sua vita. Come alcuni di voi forse già sapranno il poeta trascorse l’ultimo periodo ella sua vita chiuso nella sua abitazione senza più mostrarsi a nessuno e questa ricostruzione da un’idea di quale fosse l’aspetto di un d’Annunzio anziano.

Da qui potrete scendere seguendo uno dei due corsi d’acqua che portano al “laghetto delle danze”, si tratta del rivo delle acque Pazze e il rivo dell’acqua Savia, entrambi giungono a questo laghetto dalla forma di un violino, in onore del suo inventore.  Noi abbiamo optato per il rivo dell’acqua pazza,  scendendo per la “Valletta delle acque pazze” abbiamo incontrato una cascata dove una graziosa ragazza si lava i capelli!

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Prima di giungere al laghetto però ci si deve soffermare sul “Ponte delle teste di ferro”, dove Marco si è tranquillamente seduto accanto ad uno dei proiettili di obice donati dal maresciallo Armando Diaz; scusate ma quando gli ricapita?!

Giunti al laghetto, dato il nome, pensavo ci fossero dei giochi d’acqua ricreati dall’uomo, in realtà i giochi d’acqua ci sono ma sono naturali! Le danze, come riporta il nome del luogo, è rivolto allo spettacolo di giochi e suoni che l’acqua crea nel raggiungere questo luogo.

Da qui risaliamo andando incontro alla fine della nostra visita.

Raggiungiamo il frutteto, il roseto ed la limonaia. In fine abbiamo trovato un’area che fa comprendere un aspetto molto dolce di un poeta rinomato per essere stravagante e lussurioso. Parliamo del “Cimitero dei cani”. Un amore nei confronti dei suoi cani che lo portò a pensare di creare un mausoleo anche per loro, cosa che non fece in tempo a fare ma volle comunque dedicare loro un’area del Vittoriale. Piccole sculture, lapidi con i loro nomi ed un’ultima poesia a loro dedicata:

Qui giacciono i miei cani

Gli inutili miei cani

Stupidi ed impudichi,

novi sempre et antichi

fedeli et infedeli

all’ozio lor signore,

non a me uom da nulla.

Rosicchiano sotterra

Nel buio senza fine

Rodon gli ossi i loro ossi,

non cessan di rodere i lor ossi

vuotati di medulla

ed io potrei farne

la fistola di Pan

come di sette canne

i potre senza cera e senza lino

farne il flauto di Pan

se Pan è il tutto e

se la Morte è il tutto.

Ogni uomo nella culla

Succia e sbava il suo dito

Ogni uomo seppellito

È il cane del suo nulla.

Si conclude qui la nostra giornata al Vittoriale, forse un articolo non rende l’idea di quante siano le cose da vedere e del fascino che avvolge questo luogo. Il parco è ricco di sculture ed elementi messi nel tempo, la giornata si riempie in men che non si dica!

Vi lascio il video che abbiamo fatto durante questa giornata dove potrete farvi meglio un’idea del luogo.

Raccontatemi la vostra esperienza con il Vittoriale degli italiani sono curiosa di sapere il vostro punto di vista!

A presto,

Deb!

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7 risposte a "Il Vittoriale degli italiani. Riscoprire un poeta"

  1. Mi è piaciuta moltissimo la visita al Vittoriale (fatta ormai 8 anni fa sotto un sole parecchio cocente). Quest’estate volevo tornarci, ma non sono riuscita ad organizzare un weekend sul Lago di Garda, quindi ho rimandato la visita all’anno prossimo. Tra l’altro, poco distante dal Vittoriale, si trova un giardino orientale (aperto solo da aprile a ottobre), quindi casomai in un giorno potrei visitare entrambi 🙂

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