Giorno 1: La partenza

E così è arrivato il grande giorno. Dopo svariati anni di attesa, e dopo diverse vicissitudini che mi hanno portata a pensare che non sarei mai partita; eccomi qua. Nell’arco del tempo avevo fantasticato su questo viaggio. Letto libri e articoli, visto film e documentari. Studiato il percorso e preso appunti. Una volta avevo anche comprato i biglietti per partire poi il lavoro me lo ha impedito.

E’ il primo di ottobre e lo zaino è lì che mi fissa, mi dice che è giunto il momento. Ho paura e non vedo l’ora allo stesso tempo.

Ho acquistato i biglietti sia di andata che di ritorno a luglio, mossa azzardata lo so, ma conoscendomi avevo bisogno di darmi un obiettivo finale o rischiavo di non tornare più! Ho calcolato un tempo minimo di 31 giorni per completare il Cammino, più i giorni necessari per fare la seconda parte con Muxía e Finisterre, più qualche giorno di margine perché non si sa mai. Eppure a tutto questo non gli davo troppo peso. Avere i biglietti in mano non mi garantiva nulla, inoltre le problematiche date dal Covid non aiutavano.

E così arriva il due ottobre! La partenza prevista per le ore 06:05 dall’aeroporto di Orio al Serio (BG) si fa desiderare fino all’ultimo. Come immaginavo non ho chiuso occhio, alle 4:00 suona la sveglia, una piccola colazione veloce e si esce; ci vorrà un’ora abbondante da casa per arrivare in aeroporto.

Un grave incidente blocca l’autostrada per un’ora, tutto fermo, al buio, i minuti trascorrono ed io sono sempre più sicura che perderò l’aereo. Ma non Marco, lui non demorde, e non so come ma riesce a farmi arrivare con i minuti contati! Gentilmente spiega ad una hostess la situazione e lei mi fa passare, grazie al cielo faccio sempre il check-in on line!

Saluto Marco, troppo di fretta, non l’avevo immaginata così, e corro…

Corro verso il gate e…per fortuna è tutto in ritardo per il controllo dei documenti.

Le gambe tremano.

Stremata e in preda ad un semi attacco di panico prendo posto in aereo. E’ tutto vero, sto partendo! Cerco di non mettermi a piangere in mezzo a degli sconosciuto e crollo in un sonno profondo; mi risveglio poco prima dell’atterraggio!

Verso le ore 8:00 sono a Bordeaux!

Velocemente e con facilità recupero il mio zaino che avevo imbarcato perché all’interno c’erano racchette, coltello ed altre cose che non potevo tenere con me. Per precauzione lo avevo imballato in aeroporto trasformandolo in un mega baco da seta!

Ho scelto questo aeroporto come punto di arrivo per una questione economica e di orari. Avrei preferito arrivare a Lourdes, sia per visitare il santuario dove spesso andavo da piccola durante le vacanze dai miei famigliari in zona, sia perché è decisamente più vicino al punto di partenza del Cammino; ma quei pochi voli che avevo trovato erano decisamente troppo costosi.

Esco dall’aeroporto con fare un pò goffo e mi chiedo: dove mai dovrò andare?! Seguo gli zaini che si incamminano verso i pullman e provo un approccio con una coppia di giovani italiani palesemente pellegrini che con tanta gentilezza decidono di ignorarmi e proseguire per la loro strada; grazie carissimi! Chiedo aiuto ad una ragazza francese! Mi conferma che per il costo di un euro posso prendere alla macchinetta il biglietto del bus che mi porterà a la Gare de Bordeaux- Saint-Jean. Devo solo aspettare quasi un’ora perché il bus in questione nel mentre mi era appena passato davanti; la fortuna continua ad assistermi! Nel mentre chiacchiero con un’altra coppia di pellegrini italiani che mi raccontano come hanno organizzato il loro arrivo a SJPDP; ma ve lo spiegherò più tardi!

Salgo sul bus, finalmente, prendo posto per me e per quello che ormai considero un mini me! Mi aspetta un’ora d viaggio per arrivare in stazione durante il quale mi godo il paesaggio che mi circonda; Bordeaux è molto caratteristica e mi fa tornare indietro di molti anni! Inizio ad accusare il colpo quando il bus diventa stra colmo di gente ma non temo di perdere la fermata perché si tratta del capolinea!

Arrivata in stazione cerco gli addetti alla vendita dei biglietti ma…nulla! Panico…come compro i biglietti del treno? Piccolo consiglio: fatelo prima online e vi risparmierete un pò di coda e di ansia, con il rischio però di far saltare tutto in caso di ritardi sugli orari dei mezzi precedenti.

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Li compro alla macchinetta sperando di non fare qualche stupidata. Il costo dei biglietti è di 28€ per arrivare a Bayonne e di 10,30€ per arrivare a Saint Jean Pied de Port. Lo so non è economico, ma non ci sono alternative se non fare come la coppia di cui vi ho parlato prima! Loro hanno preso un pullman prenotato con BlaBlaCar per 3 euro che li avrebbe portati a Bayonne e da lì hanno preso il treno per SJPDP risparmiando il costo del primo treno ma sacrificando un pò di tempo. Io sono arrivata parecchio prima di loro, quindi credo che questa opzione sia fattibile se avete già tutto prenotato e quindi potete prenderla con calma!

Ma torniamo a me!

Ore 12.00 prendo posto sul treno, metto in carica il telefono e scrivole prime pagine del mio diario! Alle 13. 50 sono a Bayonne, ho tempo fino alle 15.30 prima del prossimo treno. Che faccio? Mangio!

Sono in piedi dalle 4:00 con un caffè e una brioches, inizio a risentirne! In realtà nello zaino avevo due confezioni di muffin ma erano le mie scorte di emergenza! Come intollerante al lattosio non sapevo a cosa andavo incontro per la colazione, pasto per me fondamentale! Inizio a guardare i locali tra le vie che circondano la stazione, bene o male i prezzi sono quelli, inoltre siamo in Francia! Scelgo quello che mi ispira di più anche esteticamente! Un panino e una Coca Cola in un bar (€7 circa) e poi due passi per le vie che mi circondano.

Ritorno in stazione e mentre aspetto mi guardo intorno… sono tutti pellegrini! Non ho il coraggio di attaccare bottone con nessuno, che voi ci crediate o no mi vergogno tantissimo a fare queste cose, ma è anche uno dei motivi per cui sono voluta partire da sola! Deb… ti devi sbrogliare!

Persone che poi ho ritrovato, mi hanno confessato nel corso del cammino, che erano convinti fossi straniera perché non spiccicavo una parola!

Finalmente arriva il secondo treno! E’ decisamente più piccolo e più affollato, siamo tutti pellegrini, e non oso immaginare ad agosto come possa essere! C’è chi ha già fatto amicizia e chiacchera, chi dorme, chi legge e chi come me guarda fuori dal finestrino e cerca di capire se tutto questo è reale!

Ore 16.30 sono a SJPDP! Scendo dal treno.

La scritta Saint Jean Pied de Port della stazione scatena emozioni diverse tra di noi, c’è chi ride, chi piange e chi come me guarda la scritta della stazione con sguardo stralunato cercando, forse, di lasciare impresso nella mente quel momento! Foto di rito per tutti e si va… o meglio si cerca di capire dove andare!

Lì per lì non ci sono delle indicazioni precise, o forse ero io talmente in aria da non averle viste, sta di fatto che ancora una volta guardo in che direzione vanno gli zaini; prima o poi parlerò!

Salendo inizio a vedere qualche indicazione fino a trovare sopra di me le mura di cinta di questo meraviglioso borgo e una bellissima porta di ingresso al cui interno tutto cambia rispetto a fuori.

Non ho ancora un posto dove dormire ma qui gli albergue non mancano, non so ancora dove e cosa mangerò e quindi decido di recarmi all’ufficio del pellegrino che ovviamente non so dove sia anche se mi ero segnata l’indirizzo!

Il borgo non è immenso quindi decido di inoltrarmi, prima o poi lo troverò, e non ci ho messo molto dato che alla fine della prima via la coda dei pellegrini lasciava ben intendere dove fosse l’ufficio!

Ad ogni modo si trova al numero 39 di rue de la Citadelle ed è aperto dalle 7.00 alle 22.00.

Mi metto in coda e capisco che ci vorrà un pò di pazienza, nel mentre ascolto i racconti delle persone in fila per il 90% italiani. Chi parla del viaggio fino a lì, chi racconta di info di vario genere sul cammino, chi inizia a stringere le prime amicizie; io continuo a non parlare accennando al massimo un sorriso a chi mi rivolge il suo sguardo!

Sarà passata una buona mezz’ora prima del mio turno. Lascio il mio documento per la compilazione della credenziale, mi viene chiesto se ho già un posto dove dormire ed alla mia risposta negativa mi chiedono se voglio aiuto. Mi sembra una buona idea, alleggerirmi il carico psicologico per il primo giorno non mi guasta. Un paio di telefonate per trovare un letto libero et voilà ho anch’io posto dove dormire! Mi lasciano dei depliant di vario genere, alcuni con descrizioni sul cammino e qualche info di base e un bel foglio protocollo pieno zeppo di albergue che avrei incontrato lungo il cammino e che ammetto non guarderò nemmeno una volta! Ma vi assicuro che ho visto persone sfruttarlo tantissimo quindi tenetelo comunque con voi perché non si sa mai!

Un altra domanda che quel giorno era di prassi è stata: farai la Via Alta o la Via bassa? Ovviamente rispondo: la Via Alta. Cioè parto da SJPDP e non faccio la Via Alta?!

Bene, dato che la fortuna è cieca la ma sfiga ci vede da Dio, per il giorno seguente danno un tempo terribile sui Pirenei e tutti all’ufficio del pellegrino sconsigliano assolutamente la Via Alta. Questa cosa mi demoralizza tantissimo, anche perché quando mi ricapita di venire qui? Guardo il cielo grigio e penso: boh magari rimane così, magari si sfoga sta notte. Ero davvero dispiaciuta e una parte di me voleva comunque percorrerla, ma da sola con “un’allerta” di questo tipo non nascondo che ero abbastanza intimorita. Decido che ci avrei pensato l’indomani e così mi avvio verso l’albergue.

Arrivo e trovo la proprietaria, italiana, intenta a parlare con un gruppo di compaesani. Purtroppo non c’è posto per tutti e si devono dividere. Una volta entrati ci mostra dove lasciare le nostre cose, il posto, i nostri letti e gli orari per cena e colazione. Il gruppo di ragazze presente al mio arrivo chiede info su questa situazione meteo e ci viene detto di non allarmarci troppo, che le persone dell’Officina del Pellegrino tendono ad esagerare su questa cosa, di andare serene che non c’è nulla di pericoloso. Sarà ma io non mi fido molto! E’ vero che nessuno ti imedisce di fare nulla lungo il Cammino, se vuoi fare una via piuttosto che un’altra sta solo a te decidere, ma il pensiero di rovinarmi l’esperienza già dal primo giorno mi fa dubitare. Sento molti pensieri discordanti, chi dice sì, chi dice no.

Chiedo al gruppo di ragazze cosa avrebbero fatto loro e mi rendo conto che siamo tutti sulla setssa barca. Cchiedo se posso aggregarmi a loro per l’indomani così da non essere sola nel fare la Via Alta in caso di maltempo.

Cioè quindi non solo ho parlato con altre persone ma mi sono anche bellamente lanciata in una richiesta di invito ad unirmi a loro per camminare! Brava Deb…fai progressi! Almeno sappiamo che per necessità sai anche parlare!

Una volta fatto il letto, che si componeva di un copri materasso più federa monouso e il mio sacco a pelo, proviamo l’emozione della doccia in un’albergue.

Tocchiamo un altro tasto dolente! Fatico a parlare con persone che non conosco figuriamo condividerci il bagno! Una preoccupazione a cui ho cercato di non pensare troppo prima di partire. L’idea di spogliarmi davanti a sconosciuti mi bloccava. Purtroppo ci sono cose del il mio passato che ancora non riesco ad abbandonare, ci sto lavorando ma non è così facile. Se sei nuovo di questo blog, ti lascio il link per capire meglio di cosa sto parlando!

Resta il fatto che raggiungo il bagno sperando di essere sola…e no! Mi salva il fatto che le docce hanno una specie di anti doccia quindi posso spogliarmi ben chiusa al suo interno; una gioia! Condivido questo momento con “M”, ignara del fatto che diventerà una persona importante per questa mia esperienza!

Una volta fatta una bella doccia calda c’è da pensare alle provviste per il giorno dopo ma prima voglio girare un pò la cittadella. Bellissima! Sono salita fin sopra le mura per ammirarla dall’alto e questo piccolo gioiellino circondato dal verde è davvero caratteristico! Mi rendo conto che sto facendo tardi e la signora dell’albergue è stata molto chiara sull’orario della cena.

Mamma mia Deb. sei sempre la solita ritardataria!

Devo andare a fare provviste per il giorno dopo! Mi renderò conto poi che in alcuni tratti del Cammino non è così scontato trovare da mangiare, quindi è bene pensarci per tempo! In questo caso pensavo solo a risparmiare quindi puntavo al supermercato per evitare di dovermi fermare in qualche bar o altro.

Un Carrefour ben fornito a pochi passi dal centro mi da modo di prendere: da bere, frutta, frutta secca e un panino di quelli già imbottiti; veloce, pratico ed economico!

Economico…la parola principe del mio viaggio!

Arrivo appena in tempo per la cena e indovina un pò con chi la condivido? Una coppia padre e figlio spagnoli, davvero così teneri da vedere! Tre belga che invece erano giunti alla fine del loro cammino, sì sembra strano ma è così! E…. la coppia di pellegrini italiani che mi avevano gentilmente ignorata i aeroporto! Guarda un pò chi si rivede…questa coppia la chiamerò: la coppia di comodo. Poi capirai meglio il motivo ma in sostanza perché ti consideravano in base a quanto gli facevi comodo!

Da qui si va a dormire, o almeno ci provo. Passo la notte a rigirarmi nel letto, fatico a dormire e il russare di una compagna di stanza non aiuta; domani sarà veramente dura dopo due notti quasi in bianco.

L’albergue in cui ho alloggiato si chiama “La Vita è Bella”. Si trova appena fuori dal borgo ma non è scomoda come posizione, l’ho trovato pulito e caratteristico, il personale è stato molto cordiale e per la cena si è preoccupato per le mie intolleranze. I servizi necessari per un pellegrino ci sono tutti ma ahimé ci sono anche dei difetti. Il prezzo per notte, cena e colazione è di 36€ ed è decisamente alto rispetto ad altri albergue presenti a SJPDP anche perché la colazione non c’è praticamente stata. Il caffè era freddo perché era nei termos dalla sera prima e il pane presente a tavola non bastava per tutti. In abbondanza invece una marmellata di castagne e melone!! La cena è stata anche buona ma nell’insieme direi che siamo fuori budget per quello che è il mood di un pellegrino. Incrocio le dita sperando che in Spagna la situazione migliori.

Forse qualcuno si è chiesto perché ho deciso di affrontare questo viaggio da sola, se già un pò mi conosci lo avrai capito, in caso contrario cerco di spiegarlo nel modo più sintetico possibile! Il Cammino Francese era tra i miei sogni nel cassetto da quando ancora ero nel pieno del mio caos. Che io ricordi ho iniziato a pensarci che ero appena maggiorenne. Data la mia situazione lo vedevo come un sogno irrealizzabile. Io in quelle condizioni non sarei mai riuscita ad affrontare qualcosa di simile. Nonostante tutto il tempo passava e questo sogno rimaneva lì, ed io cercavo di ignorarlo sempre per lo stesso motivo. Quando tutto è cambiato non lo credevo comunque realizzabile per la Deb. e poi c’era il lavoro; come potevo star via così tanto? Sono passati tanti anni, sono cambiate tante cose, sono cambiata io! Appena c’è stata la possibilità a livello di tempo per partire, Marco mi ha spronata a farlo. “Fallo ora che puoi”. E così mi sono detta: sai che c’è Deb. devi dimostrare a te stessa che lo puoi fare. Tu sei in gradi di partire per un mese e mezzo da sola, zaino in spalla per un altro Stato. Era diventata una questione tra la vecchia me e chi son oggi. Ecco cosa mi ha spinta a partire!

Bene questo è stato il primo giorno di questo grande viaggio! Resto a disposizione per qualsiasi info. Se preferisci contattarmi attraverso la mail o altri canali social non vi è nessun problema, li riporto qui sotto insieme ad un breve video realizzato per il canale Youtube. Mi spiace non avere condiviso molte foto riguardo il primo giorno ma ero talmente immersa nella confusione di questo inizio che ho dimenticato di fare foto e video!

A presto,

Deb!

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2 risposte a "Giorno 1: La partenza"

  1. Ho letto questo post con tanta partecipazione che ho sentito anche io l’ansia della partenza e l’emozione di riuscire finalmente ad esaudire un sogno a lungo sognato. Anche io spero un giorno di percorrere uno dei cammini di Santiago, per ora seguirò con interesse il tuo.

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