Giorno 10: Il donativo peggiore di tutti 😱

Sveglia alle ore 6:00 così da essere pronti per tempo per la colazone…c’è solo un piccolo intoppo! Il nostro hospitalero pare fosse rimasto a letto 😄 Poco importa dai, non dobbiamo timbrare! Aspettiamo la nostra colazione a base di: succhi, caffè, biscotti, pane tostato, burro e marmellata e si parte. Nonostante il ritardo, alle 7:00 siamo già in cammino. E’ buio e fa freschetto, appena usciti dal paese la visibilità si riduce di molto e appena mi approccio ad una discesa, il mio ginocchio cede…e così ruzzolo a terra come una mela che casca dall’albero 🫠 Non mi sono fatta male per fortuna, solo un pò di terra e la consapevolezza che le mie gambe iniziano a sentire il peso di questo viaggio! F. che era pochi passi dietro di me inizialmente spaventata corre in mio soccorso, ritrovandoci poco dopo a ridere nel buoio come due idiote! Non mi è più successo per fortuna, anche perché non so quante volte possa andarmi così bene da cavarmela con solo un pò di terra addosso.

Il contesto odierno rappresenta appieno la descrizione della Meseta, campi, strade bianche e dritte fino all’orizzonte e un cielo blu senza nemmeno una nuvola, i paesini incontrati sono davvero pochi, i ripari e le fonti d’acqua ancora meno. Si è completamente esposti a qualsiasi situazione metereologica. Dicono che questa è l’ambientazione che più lascia il segno lungo Cammino. Sarà però! Non che mi sia dispiaciuta amato molto di più la Galizia! Ma la vedremo a suo tempo! Se tu hai fatto il Cammino mi piacerebbe sapere il tuo punto di vista in merito.

Lungo questa tratta si passa anche per Azofra, un paesino che fin dalla sua nascita è stato parte integrante del Cammino tanto da avere ancora un Hospital risalente al 1168 d.C. e un cimitero per pellegrini. Non è l’unico esistente ovvio!
Proseguiamo, non manca molto a Santo Domingo de la Calzada che raggiungiamo dopo circa 20km. Finalmente si pranza, non ne potevo più!
Questa città deve il suo nome a Santo Domingo che si impegno nella realizzazione di un ponte per facilitare il passaggio ai pellegrini, che prima di allora dovevano percorrere un tratto a nord su un’antica via romana. Da qui lo sviluppo della città nel corso del tempo fino ad avere oggi una cittadina davvero molto bella. Questo luogo è conosciuto forse di più per la sua leggenda: Il miracolo dell’impiccato di Santo Domingo de la Calzada!

Leggenda narra che questa famiglia tedesca diretta a Santiago de Compostela, fece sosta in una locanda di Santo Domingo de la Calzada. La figlia del locandiere, affascinata dalla bellezza del giovane Hugonell, se ne innamorò, ma lui non ricambiava questo sentimento. A causa del rifiuto, la giovane, architetta una vendetta nascondendo una pregiata coppa d’argento fra le cose del giovane e denunciando alle autorità il furto. I gendarmi, a seguito di verifica, ritrovano la coppa d’argento e il giovane viene colto in fragranza di reato. Hugonell viene arrestato, giudicato e condannato all’impiccagione dalle autorità locali. I genitori del giovane, affranti, continuarono il loro viaggio per andare a pregare sulla tomba di San Giacomo. Al ritorno dal loro pellegrinaggio decisero di fare ritorno a Santo Domingo de la Calzad per vedere il luogo dove era stato impiccato il loro figlio e scoprono che Hugonell era ancora vivo grazie al miracolo di San Giacomo che lo sostenne nel momento dell’impiccagione. Da qui ne derivano due versioni sul finale della leggenda. La prima dice che il padre incredulo, era convinto che il figlio si fosse inventato tutto per rimanere con la bella figlia del locandiere e che avrebbe creduto alla storia solo se i due bei galletti arrostiti, lì presenti, fossero tornati in vita. L’altra versione è rivolta al giudice, che venuto a conoscenza della storia affermò che avrebbe creduto a tutto questo se il galletto che stava per mangiare si sarebbe messo a cantare. In entrambe le versioni i galletti ripresero vita! Da allora un gallo e una gallina bianchi, offerti da famiglie locali e sostituiti ogni 15gg, vengon tenuti in una gabbia all’interno della chiesa. Usanza narra che i pellegrini che passano di lì ne raccolgano le piume per portarle con sè come buon auspicio. Sì dice inoltre che se un pellegrino entrando in chiesa sente il canto del gallo, questo porterà fortuna per il viaggio!

L’ingresso alla Cattedrale costa 5€, non è molto ma ho deciso di non entrare perché non trovo giusto che i pellegrini debbano pagare pagare per entrare in una chiesa, sopratutto in questo caso, per vedere un gallo e una gallina. Quindi passo oltre e raggiungo gli altri per pranzare. Sarà qui che per la prima volta assaggerò il pulpo alla gallega o “Pulpo á Feira” in galiziano. Che spettacolo! Come qualcosa di così semplice possa essere così godurioso! Un piatto storico e povero che veniva preparato nei giorni di festa, servito in piatti di legno e, tradizionalmente, mangiato con degli stuzzicadenti e non con le posate. Un piatto a base di polipo, patate, peperoncino, paprika, prezzemolo e olio!
Decidiamo di non fermarci qui, mancano solo 6km a Grañón, dove si trova un donativo molto interessante! Quindi ci godiamo con calma la pausa pranzo al sole, senza scarpe, per poi ripartire senza fretta.

Riprendiamo la strada con una giornata spettacolare, sembra estate! Da una mattina fredda e nuvolosa si è aperta una giornata meravigliosa, ma qualcosa in me non va. Sono emotivamente abbattuta, tanto da pensare di non arrivare alla meta prevista per oggi nonostante i pochi km rimanenti. Ma non per una questione fisica, sì i dolori alle gambe c’erano, come sempre, il sole mi stava facendo riempire la pelle di bolle eppure andavo avanti bene. Era proprio la testa che non c’era. Decido di staccarmi dal gruppo, infilarmi le cuffie nelle orecchie, e proseguire un pò per conto mio. Così affronto la strada fino a destinazione.

Arriviano a Grañón, l’ultimo paese della Rioja con i suoi campi e i suoi vigneti! L’obiettivo doveva essere un donativo in cui viene fatto anche il lavaggio dei piedi ai pellegrini, cena comunitaria a lume di candela per assenza di corrente e posti letto a terra. Se non erro il suo nome è: Albergue parroquial San Juan Bautista, ma siamo ormai fuori stagione e la fortuna vuole che fosse già chiuso. Il brutto di vivere questo viaggio in alcuni periodi dell’anno è proprio questo, da ottobre ad aprile molte strutture chiudono per motivazioni più che ragionevoli, ma creando qualche piccolo disagio a chi affronta il Cammino!
E adesso? Siamo in otto in cerca di alloggio e sembra non esserci niente e nessuno in giro. Di proseguire non se ne ha voglia, basta camminare per oggi. Vaghiamo per le vie della zona in cerca di qualcosa fino ad arrivare quì…Al donativo “La Casa de las sonrisas”.

Entriamo e sembra non esserci nessuno. Rimaniamo lì a bivaccare per un pò prima che l’hospitalero ci degni di attenzione in modo decisamente superficiale. Sembravamo dargli fastidio, ci dice dove prendere posto e ci da l’ora per la cena; per poi sparire di nuovo insieme ai nostri documenti. All’inizio sono affascinata da questo luogo così alternativo. Il legno e il sasso la fanno da padrone, svariati oggetti lo rendono ancora più curioso: pentole e ninnoli, una chitarra, oggetti di vario genere, un giardino alternativo con materiali da riciclo usati come vasi come ad esempio una vasca, divanetti ricavati dai pallet ecc.

Una volta passato l’entusiasmo però ci rendiamo conto di cosa c’è dietro questa facciata tutta colorata ed alternativa! Più ci guardiamo intorno più ci rendiamo conto di quanto in realtà sia un luogo sporco e lasciato andare. Ma non si parla solo di un pò di polvere accumulata, si parla di sporcizzia vera e propria. Cerotti usati sotto i letti, molle che uscivano dai materassi, bagni malconci. A vedere i letti ero quasi sicura ci fossero zecche o pidocchi! Ora va bene adattarsi, va bene che non è un viaggio vacanza come si è abituati ad intenderlo, ma un minimo di decenza! Abbiamo tutti premura di sistemarci e uscire velocemente da lì, quindi ispezioniamo il meno possibile, che è meglio, e usciamo per un aperitivo, così da festeggiare anche il compleanno di uno dei componenti del gruppo!

Per fortuna che c’è stato questo aperitivo che un pò ci ha riempiti la pancia! Perché le sorprese non sono finite!

Rientriamo in ostello per l’ora di cena, prepariamo i tavoli, sistemiamo il tutto visto che eravamo in diversi tanto che nella foto qui sotto non ci stiamo nemmeno tutti nell’inquadratura! Ed ecco che arriva il mega pentolone contenente il nostro rancio! Pensavamo ad una bella minestra calda, qualcosa di confortante e, invece, una bella zuppa fatta di acqua e lenticchie bollite! Sì esatto..avete presente le lenticchie in scatola? Ecco rovesciate con la loro acqua nel pentolone, allungate di altra acqua e scaldate. Ah no, è vero, non è finita, avevamo anche il secondo! Una bella teglia di patatine fritte ricoperte da ketchup e maionese. Almeno queste si sono salvate! Per fortuna la compagnia era buona e ha salvato la situazione. Dato che le porte del donativo chiudevano alle 22:00 ne approfittiamo per stare fuori fino all’ultimo! 🤦‍♀️

Non mi piace parlare male dei posti che raggiungo, in cui mangio ecc. ma c’è un limite a tutto. Inoltre questa persona ha avuto il coraggio di lascire un messaggio esposto ai pellegrini specificando che il donativo non significa gratis. Questo messaggio è giusto, ma non perché si parla di un donativo allora deve essere lurido, mal tenuto e tu hospitalero non devi avere il minimo rispetto della struttura e di chi la raggiunge.

La mattina seguento alle 4:00 eravamo già svegli perché uno del gruppo ha deciso che doveva iniziare a parlare, forse da solo, non so. Sta di fatto che ha rischiato di essere picchiato!!! Tiriamo il solito orario per alzarci, fare colazione ed andarcene. E qui decido che non avrei fatto colazione in questo posto, ma non solo io! Un tostapane completamente arrugginito, pentole sporche da non poterle nemmeno lavare per utilizzarle perché quello che c’era a disposizione per farlo era messo peggio! Ci riappropriamo dei nostri documenti, del sello nemmeno la traccia e ce ne andiamo. Ci lascia sospetti il fattore sello..la sua mancanza ci fa pensare ad un posto abusivo!!! Ad ogni modo ad oggi questo luogo risulta definitavamente chiuso, possiamo votlare pagina!

A presto,
La Deb!

I link ai nostri social:

Una Coppia in fuga 

La Deb 388

Youtube

Pubblicato da Una coppia in fuga!

Ciao! Mi chiamo Deborah Andrea e vorrei condividere con te bellissime avventure! Come sono arrivata fin qui? Colpa di anni difficili da cui ho deciso di fuggire per godere appieno della vita. Facciamo compagnia!

7 pensieri riguardo “Giorno 10: Il donativo peggiore di tutti 😱

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